Una tragedia che ha il gusto amaro di bruciato, di superficialità di fame di facile denaro: una Fotografia che resterà impressa nella mente di chi ha vissuto quella che doveva essere la festa più attesa dell’anno soprattutto per i più giovani… quelli che la vita ‘la mangiano a morsi e non si spaziano mai… brindano, ballano spensierati… e poi una nuvola maligna di fuoco, sopra di loro, sopra i bicchieri colmi di champagne’.
Nomi sospesi, tra cielo e terra sospesi da un sottile filo di speranza che fa fatica a non spezzarsi: questo è quel sentimento logorante di tutti i genitori dei ragazzi dispersi o ancora non riconosciuti dopo la strage di Capodanno in Svizzera a CRANS- MONTANA. Morire festeggiando l’arrivo di un nuovo anno che avrebbe portato nuove esperienze, avrebbe fatto conoscere giorno dopo giorno la vita, tutta davanti a giovani di 16,17 anni.
Come Arthur, la cui mamma due giorni fa ha dato dopo 3 giorni di potente speranza la ‘Notizia (che nessuno avrebbe voluto mai ascoltare per una madre)’ come si legge sui social. Una mamma come tante altre in questa immane tragedia che ha respirato a metà, pensieri che non danno tregua, immagini che si rincorrono e il cuore per metà fuori dal petto. E poi… più niente, il silenzio assordante di quell’annuncio… “Il nostro Arthur è andato a fare Festa in Paradiso, Riposa in Pace piccolo Angelo”.
Completata definitivamente e tristemente, la lista dei dispersi, come dichiarato dall’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado non manca più nessuno e poi replica: “la cosa che fa più male è che questa era una tragedia evitabile, sarebbero bastati prevenzione e buon senso… che non ci sono stati… è un atto più che dovuto che ci siano 2 indagati che sarà la magistratura a giudicare per far luce sui troppi perché. Perché le carte parlano di agibilità e di documenti in regola Quando e chi aveva fatto i sopralluoghi, le ispezioni e dato l’ok al bar Le Constellation? Tutto deve venir fuori e tutti i genitori e parenti delle vittime (il cui riconoscimento è definitivo) hanno il diritto di sapere”.
Ecco chi ha trovato la morte nel rogo sono: ‘il 16enne bolognese Giovanni Tamburi, il 16enne milanese Achille Barosi, il quasi 17enne genovese Emanuele Galeppini, la 16enne milanese Chiara Costanzo, la 15enne italosvizzera Sofia Prosperi e il 16enne romano Riccardo Minghetti’.
Intanto le salme delle vittime italiane, 5 sono state rimpatriate ieri con un volo di Stato dell’Aeronautica Militare (partito dall’Aeroporto di Sion e giunto a Milano) e da www.rainews.it apprendiamo che: “La salma della sesta ragazza è rimasta a Lugano. Sono state aperte a Milano le camere ardenti per Achille Barosi e Chiara Costanzo, due delle giovani vittime della tragedia di CRANS-MONTANA. La camera ardente di Achille Barosi è stata allestita nella Basilica di Sant’Ambrogio, dove mercoledì 7 gennaio saranno celebrati i funerali. Per Chiara Costanzo la camera ardente è stata allestita nella cappella del Collegio San Carlo, frequentato dalla ragazza, mentre i funerali si terranno mercoledì pomeriggio nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. A Linate sono state trasportate anche le salme di Emanuele Galeppini e Giovanni Tamburi, poi trasportate nelle rispettive città di origine Genova e Bologna. A Genova è stata aperta la camera ardente di Emanuele Galeppini nella chiesa dei frati cappuccini nell’ospedale San Martino, i funerali di Giovanni Tamburi saranno invece celebrati nella cattedrale bolognese di San Pietro mercoledì”.
Non si puo’ morire a 16 anni inghiottiti da una nube di fuoco e fumo che ha spento la luce in una nottata luminosa, giovani che cercavano solo di festeggiare… un divertimento che sarebbe dovuto essere assicurato da persone che avevano la responsabilità della vita di centinaia di ragazzi spensierati deceduti insieme alla innocenza della loro età.



