Un’apocalisse che ha gli occhi grandi e l’innocenza di una neonata di 7 mesi, uccisa dalla sua mamma: Misterbianco (Ct), un fagottino lanciato da un balcone dalla mamma… 7 mesi, un angelo vissuto troppo poco.
Intorno alle 13.30 del 30 aprile urla disumane per una tragedia, la più innaturale del mondo, una mamma compie l’irreparabile… in pochi secondi di disattenzione di chi le voleva bene e l’assisteva da quando la piccola era nata: lancia la sua creatura dal balcone del 3° piano lasciando tristemente sulla pelle della sua piccola solo l’odore “unico” che una madre sa trasmettere al suo bambino.
Un profumo di una donna che la piccola, come tutti i neonati sicuramente “cercava da 7 mesi” l’amava… lei… era la sua mamma. Una famiglia straziata, spezzata. Sembra che la donna non abbia superato una forte depressione post partum, i parenti garantiscono che la donna non era mai lasciata sola.
Dalla criminologa Roberta Bruzzone apprendiamo le caratteristiche di ciò che è accaduto in questo caso: “inadeguatezza, paura dissociazione, tutto racchiuso in un quadro concentrato, emotivo e depressivo di stato maggiore”.
È stato un dramma della pazzia, la donna aveva 40 anni e aveva avuto problemi psicologici, logorata da una non accettazione innaturale era assista da nonna e zia e da un marito. Il padre della piccola, svegliato dalle urla è sceso in strada, straziato dal dolore… poi sarebbe tornato a casa dove avrebbe tentato di compiere dei gesti autolesionistici… ha avuto un forte malore ed è stato portato con un’ambulanza nel pronto soccorso di un ospedale di Catania.
Già in cura con psicologi, e dopo aver subito da settembre 2 T.s.o, la donna non riusciva a provare amore per il suo stesso sangue… la gravidanza ha spezzato per sempre quel ramo logoro una “mamma non mamma”… una delle tante donne “interrotte dalla vita”. La piccola era nata a settembre e dal parto… niente più… soltanto buio e disperazione… e oggi un silenzio assordante di morte.
La mamma, sembra non avesse mai accettato la 2^ gravidanza mentre amava (come racconta la cugina) e si comportava da mamma con il primogenito di 7 anni. Quale è stato lo sbaglio? Come poteva evitarsi? Occorre che questo tipo di mamme inizialmente dopo i primi sintomi, vengano aiutate e ricoverate in strutture idonee a curare la sopravvenuta depressione, il rifiuto, la disperazione post partum, quantomeno fino alla piena accettazione e guarigione assistita da professionisti della mente.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della tenenza di Misterbianco e della compagnia Fontanarossa che hanno solo potuto dichiarare il decesso immediato della neonata e preso in custodia la donna, portandola in Caserma, dove è stata arrestata per omicidio volontario aggravato, anche se molti credono che non sia il carcere il posto giusto per lei ma bensì una struttura specializzata.
A volte ci si chiede il perché, perché questi angeli bianchi vengano al mondo per un così breve tempo. Forse come meteore, per illuminare anche solo per poco, un mondo che è sempre più buio e inspiegabilmente impazzito.



