Vi racconto un episodio tipo: “The end del Diritto del Libero pensiero…, a Messina”. Nelle scorse ore…, lo ha scritto sulla sua Pagina Facebook, la cittadina messinese Elisamelia Ferro.
Ha aggiunto la Ferro: “stamattina mi reco al municipio con mia figlia maggiore che doveva -sbrigare un documento- come si dice dalle nostre parti, mi accingo verso il Palazzo e noto un paio di giornalisti, un mega cartellone con i colori dell’AGIP e un tizio con il microfono. Premetto che essendo uscita presto stamane, non avevo bazzicato sul social e non ero al corrente del sito in dell’ex sindaco. Dico a mia figlia di occuparsi delle sue cose mentre io fumo una sigaretta fuori, nel frattempo noto un furgone antico piazzato davanti alla porta di Palazzo Zanca, con sportellone anteriore alzato ed esposti formaggi e cibi caratteristici vari, e il tizio che citavo prima, passa la parola all’ex sindaco che, comincia la sua narrazione al solito di una Sicilia e una Messina sfruttata dalla banda bassotti da -Liberare, in una guerra con un esercito numeroso e bla bla bla-, in più aggiunge che mentre gli altri fanno campagna elettorale con il Porsche, loro la fanno con un vecchio furgone arrivato di proposito dal Brasile e spiega che le valigie di cartone sul tetto, sono il simbolo di tutti i nostri figli fuggiti da una terra ostile, sempre per colpa -della vecchia politica- (detto da uno che fa politica da quando aveva ancora il pannolino). A queste parole mi sento una fitta nello stomaco ma stringo i denti e taccio”.
Continua…, l’autrice del testo: “uscita mia figlia, faccio il cenno per andarcene e le sussurro -guarda un pò che buffonata-, mi incammino verso la macchina, mi giro e noto la signora Musolino farmi cenno con fare beffardo con la mano -Torna qui-. All’istante penso -ma, questa mi chiama a se con questo gesto da signora padrona ed io una bambina di sette anni!?- E penso di ignorarla, mentre lei insiste nel volere che io tornassi indietro (chi mi conosce sa che non sono una, che scappa) per cui ritorno sui miei passi, arrivo da lei e chiedo… -mi dica?-! E lei con fare intimidatorio… -sbaglio o hai detto che siamo Buffoni?-! -No signora io ho detto a mia figlia, facendo il cenno al furgone e non a lei che questa è una buffonata-! Poi, se voi vi ritenete buffoni, lo sta dichiarando lei-! Insiste con quel fare da scaltrona… -dunque lei ha il coraggio di ridirlo?-… (nel frattempo i suoi colleghi attorno esprimono giudizi nei miei confronti)… -certo che ho il coraggio, solo che lei sta cercando una provocazione! Perché io ho solo espresso un mio parere parlando a bassa voce con mia figlia! Ma non avrei, visto che la mette sul coraggio, alcun timore a dire il mio pensiero ad alta voce, vi pregherei, da libera cittadina di fare politica seria! Di evitare spettacoli e strumentalizzazioni del dolore altrui, perché chi ha i figli che devono scappare altrove siamo noi! Ed in tre anni, non avete mai accennato a questa piaga-“!
Prosegue la Ferro: “nel frattempo l’ex sindaco che si vede tolta l’attenzione dalla sua -parodia del salvatore della Sicilia- si rivolge a me con il suo solito fare arrogante… -che lavoro fa lei?- rispondo… -scusate se ho interrotto il Papa che parla e comunque, tutto faccio di mestiere, tranne che le buffonate-. A questo punto, esso fa cenno, insieme alla Musolino per fare intervenire la Digos e farmi allontanare. Mentre la Digos gentilmente mi accompagna fuori dal raggio della messa in scena #deluchiana una coppia di seguaci passando mi urlano… -vergognati stronza maleducata, vatinni a casa a lavari i piatti e fatti i subbizza-“!
Ecco la conclusione del messaggio della scrittrice Ferro: “in breve, a Messina, se voleste esprimere un parere mentre camminate con un parente o un’amica, non lo dite a voce, mandate un messaggio wahtsapp anche se a pochi cm di distanza, perché poi, sta gente, vi richiama indietro, vi sfida nel farvelo ripetere ad alta voce con lo scopo di farvi segnalare dalla Digos e perché no, come è già capitato a molti, chiederanno il vostro nominativo per poter attuare qualche bella persecuzione e infangarvi nella diretta del mattino per divulgare odio nei vostri confronti. Peccato che non a tutti riescano a tappare la bocca! Ed io sono una tra tanti, molti messinesi che non resteremo sottomessi ad un Clan di bulli politici che mirano alla #dittatura! Questo tra poco vi da una somma di denaro se mettete il suo nome ai vostri figli! Vi ricorda qualcosa? Tanto vi dovevo”.



