Il giornalista Emilio Pintaldi, presente fra i giovani che frequentano il Liceo dove lui si è formato in un post su Facebook, ha sottolineato: “questa mattina sono stato chiamato dagli studenti del Maurolico in occupazione e assemblea permanente da 24 ore. Ho visto dei ragazzi motivati ed organizzati. MI hanno ascoltato pazientemente e con attenzione. Parlavo al Megafono. Nella mia ex scuola è stata una doppia emozione. Avrei dovuto parlare di web. L’ho fatto a modo mio”.
“E’ più forte di me. Forse sono andato fuori tema. Gli ho ricordato che ai miei tempi non c’erano i social e quindi qualsiasi rivoluzione, qualsiasi notizia, senza passare dai media tradizionali non esisteva. Li ho invitati a sfruttare questa occasione di riflessione per far capire alla città che i ragazzi del Maurolico non sono li per farsi spinelli o bere una birra. Di lasciare qualcosa di concreto invece. Un documento sulla città. Gli ho sottolineato che i problemi della scuola non sono solo la riforma o i riscaldamenti che non funzionano o la mancanza di aule”.
“Quelli sono gli effetti di una causa che ha radici lontane. Il vero problema è che qualcuno prima ancora che loro si diplomino gli ha rubato il futuro. Gli ho spiegato che i soldi che papà e mamma pagano in tasse e tributi qualcuno li ha utilizzati per formare eserciti di clientes magari nella formazione professionale o per finanziare feste e sagre o per pagare consulenti. E scuole, servizi e opportunità di lavoro se li sono pappati. E allora li ho esortati ad incazzarsi. Ma di brutto”.



