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Lorenzo Crespi (ME): “Ecco, la mia replica”

"MA TANTO, A LAVARE LA TESTA ALL'ASINO CI SI PERDE ACQUA E SAPONE"

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Dopo il polverone alzatosi per la sua candidatura in una delle liste a sostegno di un parlamentare regionale che corre per la carica di sindaco di Messina alle amministrative del 10 giugno, Lorenzo Crespi, scrive: “leggete attentamente ed esprimete liberamente le vostre valutazioni… noi soiamo per il dialogo e non coltiviamo pregiudizi..! Mi dispiace molto che circoli ancora una frase scritta nel 2014, in un momento non particolarmente felice. Avevo già chiarito il senso di quell’affermazione sia nel corso di una ospitata nella trasmissione di Barbara D’Urso che con una intervista rilasciata alla Gazzetta del Sud. Credevo fosse finita ma posso capire il motivo per cui viene tirata fuori adesso e da chi…”.

“Per più di vent’anni, ribadisco oggi, ho sperperato tantissimo denaro regalandolo a tanti tanti tanti messinesi che ogni volta che tornavo in città erano con la mano tesa al mio cancello a chiedere denaro e favori e non mi sono mai rifiutato, non ho mai tirato indietro la mano, ho sempre aiutato tutti. Il giorno in cui, affetto da una grave malattia, come tutti ben sapete, ho avuto l’ennesima infezione polmonare ed ero a letto con la febbre a 41.3, non ho visto una sola di quelle persone chiamarmi, suonare alla mia porta e chiedere se avessi bisogno anche di una scatola di siringhe”.

“È in quella occasione che ho detto la frase -gente di merda-. La frase -città di merda- sta in mezzo a un discorso che facevano 700 giovani su 1000 disoccupati a piazza Cairoli. E oggi sfido chiunque a nascondere un registratore e andare in giro in mezzo ai giovani disoccupati senza nulla, senza speranza, senza un futuro, che devono andar via da Messina… tutti diranno questa frase. Tutti. Io non avevo chiesto nulla e continuo a non chiedere nulla, ma solo di dare una possibilità a un grande lavoratore che ama i giovani e i messinesi più di sé stesso”.

“Lo chiedo alla mia città che ho portato sempre con me, in giro per il mondo, su tutti i set dove ho lavorato, 12 ore al giorno senza mai assentarmi. Il resto lo dirò di persona, attraverso la tv e negli incontri che faremo. Ma sono sicuro che anche dopo questa ennesima risposta continueranno le provocazioni e continuerà a far circolare ancora quella frase perché a lavare la testa all’asino ci si perde tempo e sapone. Vi abbraccio forte e andiamo avanti tutti insieme. Insieme a Cateno”.