“Io Scelgo, difendo il mio corpo, uso la testa”, è un progetto nato qualche anno fa per opera di Francesca Bochicchio, esperta di arti marziali ed istruttrice di difesa personale tecniche antistupro, il cui intento è quello di sensibilizzare e coinvolgere un’utenza, non solo femminile, in un percorso di costruzione sociale solidale per combattere ogni forma di violenza di genere o sopruso. “L’intento dunque è quello di avvicinarsi delicatamente a tutte le fasce di età, informando, aiutando se richiesto e istruendo con tecniche marziali se desiderato. Tutto questo attraverso un programma di attività ben pensate”.

“Sono molte le associazioni che si occupano di questa problematica e tutte con ottimi risultati, ma ho sempre pensato – spiega la Bochicchio – che un problema va affrontato in ogni modo possibile anche seguendo strade alternative. Spesso le persone che hanno avuto a che fare con la violenza di genere, sono intimorite dalle istituzioni tanto che andare a chiedere aiuto di persona risulta difficile. Dunque, perché non provare anche altri metodi? Così da dare la possibilità a chiunque di curiosare, informarsi e poi magari anche contattarci scegliendo in caso, l’anonimato.
A questo proposito, ho creato una pagina facebook che porta appunto il nome Io Scelgo, nella quale condividere informazione a 360° sull’argomento e dove poter trovare suggerimenti riguardo a figure specializzate a cui rivolgersi. Tra queste, avvocati, psicologi e medici. Ovviamente non mancano informazioni riguardo ad eventi, workshop e corsi di difesa personale, non solo sul territorio nazionale.
A dare il via al progetto è stata la realizzazione di una Web Campaign contro la violenza di genere, ideata e prodotta da me con la collaborazione di professionisti e numerose comparse, tutti fortemente motivati, in nome di questa causa. Tra questi: Michele Ciardulli regia, Paolo Guatelli Make – up, Gioia parrucchieri acconciature, Dyron Martinez ballerino, Antonio Occhiuto fotografo e tante altre splendide persone.
Lo spot è stato pensato per tutti coloro che sanno di subire pressioni psicologiche o violenze fisiche e non hanno ancora avuto la forza di reagire. Lo slogan Io Scelgo infatti è stato usato proprio perché l’atto di scegliere esorta le persone a compiere un cambiamento solo quando si sentono pronte e pienamente consapevoli. Nello spot vi sono donne, bambini e uomini di ogni fascia di età proprio per indicare che la violenza e la coercizione possono essere inflitte a chiunque e in vari modi. Le donne vengono rappresentate immobili e sedute, e questo rappresenta lo stato di inerzia e timore in cui si trovano coloro che subiscono violenza.
A rompere questo stato di immobilità è proprio un uomo, che danzando una coreografia raffigurante una lotta, con indosso scarpe femminili, oltre ad immedesimarsi nel loro dolore, le esorta a dire basta e a reagire. Butta via le scarpe rosse, di cui tutti conosciamo il significato, e da il coraggio alle donne a fare lo stesso e ad alzarsi, per camminare verso una strada nuova e libera”.
Lo spot è dedicato a tutti coloro che vengono aggrediti ingiustamente per genere, razza, orientamento sessuale o religioso. Perché è bene ricordare che le donne non sono le uniche a pagare le conseguenze di una società poco erudita e priva del senso comune. Nonostante i molti traguardi compiuti nei secoli riguardo ad importanti scoperte scientifiche e mediche, alcune cose non si sono evolute dal punto di vista culturale e questo è il risultato. Sembra assurdo ma è così, l’origine della violenza è una violenza ancora più grande e si chiama credere e tramandare concetti sbagliati che si diffondono come un tumore sociale sin dalla tenera età. ” Al bambino non puoi mettere il pigiamino rosa – le bambine devono giocare con la cucina giocattolo così imparano prima qual è il loro posto – tua moglie non può guadagnare più di te! Ricordare chi comanda”. Una sintesi un po’ brutale ma sono sicura di aver reso l’idea. Per non parlare poi di quanto il corpo femminile venga usato per scopi commerciali ed invogliare gli acquirenti a comprare quel determinato prodotto! In pratica ogni messaggio pubblicitario è basato sulla strumentalizzazione della donna in quanto oggetto, e queste immagini sono ridondanti sin dai primi mesi di vita di un individuo. Muri enormi da abbattere insomma, ma a mani nude a quanto pare!”
“La violenza di genere, – afferma la Bochicchio – si può contrastare in moltissimi modi, con l’informazione, fornendo assistenza o istruendo alla difesa personale. Tutti i modi sono efficaci ma finché non cambia l’educazione in famiglia e nelle scuole, tutto il resto è soltanto una perdita di tempo. Possiamo imparare a combattere, possiamo insegnare ai nostri figli ad essere scaltri e individuare un pedofilo, possiamo affidarci alla legge per punire chi ci ha fatto del male, ma non potremo mai evitare che accada. L’impotenza è la sconfitta più grande con la quale quest’ epoca verrà ricordata”.



