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“Tremila e trecento referti istologici non processati, sottovalutazione del rischio da parte del dirigente dell’Asp di Trapani Ferdinando Croce che, invece, aveva riferito di soli 300 casi: Poi scopriamo che erano ben oltre tremila e, dall’esito degli esami, sono emersi 206 casi di positività alle cellule tumorali”

LO SOTTOLINEA IN UN POST PUBBLICATO OGGI 25 MARZO 2025 SULLA SUA OMONIMA PAGINA FACEBOOK, L'AVVOCATO MESSINESE DAFNE MUSOLINO, SENATRICE PRESSO 'PALAZZO MADAMA' A ROMA, AFFERENTE AL 'GRUPPO DI ITALIA VIVA'

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“Tremila e trecento referti istologici non processati, sottovalutazione del rischio da parte del dirigente dell’Asp di Trapani Ferdinando Croce che, invece, aveva riferito di soli 300 casi: Poi scopriamo che erano ben oltre tremila e, dall’esito degli esami, sono emersi 206 casi di positività alle cellule tumorali”. Lo sottolinea in un Post pubblicato oggi 25 marzo 2025 sulla sua omonima Pagina Facebook, l’avvocato messinese Dafne Musolino, senatrice presso ‘Palazzo Madama’ a Roma, afferente al ‘Gruppo di Italia Viva’.

Aggiunge la Musolino: “duecentosei persone che hanno scoperto di avere un tumore soltanto dopo le proteste di una cittadina che il referto se lo è visto recapitare con ben otto mesi di ritardo. Noi siamo qui oggi per chiedere chi pagherà il prezzo di quanto è accaduto. Le responsabilità sono chiarissime, le nomine sono politiche e sono state fatte da Schifani per creare consenso”.

Prosegue la Musolino: “alla luce di tutto ciò, appare più che evidente che non può essere la politica a determinare le nomine dei dirigenti per poi tirarsi indietro quando si contano i danni delle scelte sbagliate. Non può scaricarsi delle responsabilità quella politica che è la prima responsabile di questi gravissimi disservizi”.

La parlamentare conclude: “ora è necessario sostenere psicologicamente coloro che hanno saputo di essere malati con mesi di ritardo come ho fatto presente a Croce, perché le dimissioni non risolvono il problema di chi ha subito questo atroce atto di mala politica. Perché, se rimediare per alcuni di questi malati non sarà possibile, è necessario che i malati non si sentano abbandonati a se stessi”.

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